1)
Scritto da Sandro
Garbellini ,professore al liceo artistico di Legnago (VR) in occasione della mostra di
Bergantino * EMOZIONI TRA GIOCHI DI COLORE * ANNO 2000
Se l'emozione non
manca nelle opere di Antonio Ravelli , tuttavia questo si serve di paragoni non
stereotipi,che parlano all'osservatore gli suggeriscono sogni " concreti " e
lasciano margini per personali letture d'integrazione.
A poco a poco attraverso la sua pittura ha scoperto tante cose . Escono narrate dalle sue
mani, dai suoi pennelli con sincera sorpresa.
Poi ne ha preso lucida coscienza, scoprendo che , la ricerca da forza e fa capire che ci
sono sempre da scoprire nuove dimensioni e nuove soluzioni.
I colori diventano sempre più plasmabili e sono buoni compagni nella ricerca della
conoscenza delle immagini che haarp definiva dell'"umanità".
Con la produzione più recente Ravelli , confermando un repertorio di passioni e di
memorie, mostra di agire, in più direzioni esteriormente divergenti, ma in sostanza però
legate, dal denominatore di una riflessione che per alcuni lati fortemente struggente è
sempre comunque in grado di emozionare.
Sandro Garbellini
2)
scritto da Giorgio
Palmieri professore di lingue e scrittore nonchè pittore insegnante al liceo classico
statale L. Ariosto di Ferrara in occasione della mostra collettiva * RIPENSANDO ALL'OTTAVA
D'ORO * .anno 2000
Sulle ali del sogno
che lo lega alle favole , con cui da bimbo ha visto il mondo dei grandi , soffia sulla
tela evanescenti costruzioni, vivaci forme e colori, illusioni nella loro apparente
semplicità.
Giorgio Palmieri
3)
scritto da Giorgio
Palmieri professore di lingue e scrittore nonchè pittore insegnante al liceo classico
statale L. Ariosto di Ferrara in occasione della personale * LA POESIA DELLE COSE SEMPLICI
* svoltasi a Pienza (SI ) anno 2002
La pittura di
Antonio Ravelli è suggestiva magicamente incantata e allo stesso tempo solida e ben
costruita , con un gioco cromatico molto personale.
Le sue case di fiaba , con le pareti ricurve come schiene che hanno conosciuto la fatica ,
i suoi alberi che vanno dritti verso il cielo come preghiere sincere , il silenzio dei
suoi villaggi padani: un mondo dove tutto sembra in attesa di qualcosa che mai arriva ,
dove tutto drammaticamente aspetta e dove comincia e finisce il viaggio della fantasia.
Nelle tele di Ravelli si verifica una volta di più il tema dell'ambiguità delle cose ,
delle forme e delle linee, in un contesto di curve che paiono ogni volta intrecciarsi,
quasi fossero prossime ad avviare un dialogo privato , di " chiacchiere " che
fanno da sostrato alla vita del paese, voci e silenzi che evaporano dalle finestre chiuse,
dai comignoli fumanti, dai cantieri-prigione.
Il tema che Antonio Ravelli predilige è il contesto del paese fiaba , del mondo onirico
dei suoi sogni, delle giostre della sua terra natia, il tutto rappresentato in attimi
velati di malinconia, di intima riflessione, contornate da un carosello cromatico di rara
bellezza.
Le sue figure si ripetono e si spostano in momenti diversi, si metamorfizzano per
ripresentarsi sotto cieli di altri giorni, di altri umori, di altre cose da dire.
La lunga ricerca da autodidatta, gli fornisce una tecnica che si fa sempre più solida ed
una evidente maestria nel destreggiarsi tra i cromatismi, morbidi ed accattivanti: la sua
è la dimensione di coloro che " fanno " , senza troppo parlare, senza troppo
disquisire di ciò che è solo teoria ma che non è segno e colore.
Quella di Antonio Raveli è la dimensione di coloro che amano la pittura e che umilmente
la portano avanti nel tempo, a disposizione di tutti, aperta al confronto, ma solida nei
presupposti e viva nelle idee.
Giorgio Palmieri