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scritto da Patrizia Rossi giornalista che scrive sul " Corriere dell'arte " regione Piemonte articolo apparso in occasione della mostra in contemporanea al * ROL PLAY CAFFE * piazza castello e galleria * ARTE & SPOSI * via Napione a Torino.

 

NEL SOGNO VOCI , COLORI E SILENZI DELLA REALTA'


Tradurre in linee e colori quotidiane impressioni, mutare in immagini sensazioni e moti dell'anima è prerogativa basilare per chi scieglie l'arte quale compagna di vita interiore o semplicemente come " collegamento ", linguaggio per contattare i propri simili (talora anche in termini negativi).
Nelle opere di Antonio Ravelli questo " collegamento " avviene con modalità decisamente positive . nulla a che vedere con impatti forzatamente sociologici, con dolorose striature animistiche , con graffianti, tormentose complicità radicate nella sfera dell'angoscia esistenziale.
Ravelli pare esse prima poeta che pittore , nella sua capacità di narrare nel dipingere, di realizzare in forme e colori un lavoro prima sognato . Accostarsi alle sue opere è u poco come entrare nel mondo delle fiabe ammantato di lucentezza e di sfumature tinte, immergersi in una atmosfera di complicità, che sfiora la soglia del surreale, fra delicato lirismo, luminosità, armonia ed equilibrio seppure in una costruzione geometrica che si sottrae alle regole .
La freschezza dell'impianto compositivo ora si distende in un ampio e piacevole vedutismo, ora si muta in un immagine nuova che visualizza in sogno rendendo corporeo, sulla tela, il nostro mondo, ma come riflesso di altri mondi i cui si confrontano ( o si scontrano ) i termini fondamentali di luogo e di tempo, rivelano dialoghi mai sfrontati.
Trascolorate in strutturazioni ambigue e fantastiche le case di Ravelli si stagliano all'orizzonte ed accanto ai cipressi si slanciano verso il cielo, come i gatti sui tetti si incantano al chiarore lunare, volano di giorno e di notte come i pensieri, l'amore , le speranze e " affidano " fatiche e difficoltà all'impalpabile fumo del camino , ma non sempre è così facile ed ecco che sono pronte a racchiudersi in se stesse per sconfiggere le paure e le angosce, a proteggersi e a proteggere dal buio silente della notte e dalla furia del temporale.
Ma non vi è solo questo nelle tele dell'artista. Giorgio Calmieri commenta: "La pittura di Antonio Ravelli è suggestiva magicamente incantata e allo stesso tempo solida e ben costruita…. Le sue case di fiaba , con le pareti ricurve come schiene che hanno conosciuto la fatica , i suoi alberi che vanno dritti verso il cielo come preghiere sincere , il silenzio dei suoi villaggi padani: un mondo dove tutto sembra in attesa di qualcosa che mai arriva , dove tutto drammaticamente aspetta e dove comincia e finisce il viaggio della fantasia.".
Inseparabili dell'ambiente circostante, solitamente terso e colorito o comunque mai oscuro, tenebroso, come se i paesaggi riflettessero la memoria di un attimo di contemplazione , le immagini sembrano dimenticare affanni e difficoltà: anche la presenza umana , molto rara nelle opere di Ravelli ( due chiacchiere, il curioso )risulta sempre in armonia con il respiro , i ritmi del luogo. Tuttavia , un tramonto sul Po che esula dalla consueta tematica ed un paesello assolato realizzato non propriamente su tela ma sul tessuto ( ovviamente trattato ) delle " lenzuola della nonna " portano ad altre considerazioni che allontanano dalla fiaba, riconducono alla realtà al desiderio di riappropriarci degli affetti e delle memorie e riportano alla mente i versi del Pascoli: " E suona ancora l'ora, e mi squilla / due volte un grido, quasi di cruccio, / e poi, tornata blanda e tranquilla, / mi persuade nel mio cantuccio: / è tardi è l'ora . Si , ritorniamo / dove son quelli ch'amano ed amo( l'ora di Barga )" .
Quelli che amano e che amiamo dobbiamo scoprirli da soli.

Patrizia Rossi

 

5)

scritto da Sonia Gallesio giornalista che scrive sul " Traspi Net " sito d'arte Piemontese, articolo apparso in occasione della mostra in contemporanea al * ROLO PLAY CAFFE * piazza castello e galleria * ARTE & SPOSI * via Napione a Torino.

 

SOGNANDO DI VOLARE

 

Colline variopinte, sentieri nivei, alberi dalla chioma filiforme - svettante verso il cielo, villaggi che paiono animati e che forse lo sono davvero…. Le atmosfere ricreate da Antonio Ravelli ci rimandano al sogno, al gioco, ad una dimensione fantastica fatta di sospiri e di colori .
Ci guidano in un singolare mondo governato da sensazioni e pensieri, nel quale le costruzioni, che raccontano di noi, danno l'impressione di disporre di una vita autonoma.
Le sue case, se osservate con cura, si rivelano - infatti - quali vere e proprie entità: talvolta sembrano morbidose come gomma piuma e in certi istanti paiono indietreggiare spaventate all'arrivo di una tempesta ; alcune notti sonnecchiano ( borgo addormentato ) ed altre si protraggono stirandosi, o addirittura si alzano in volo, verso la Luna ( in corsa di notte ).
L'arte di Antonio Ravelli è intima, preziosa, incantatà, carezzata da spontanee speranze ma anche sfiorata da venti malinconici.
Le sue casupole caratteristiche, piccole scatolette flessuose raggruppate a formare fiabeschi paeselli, sembrano riflettere ricordare e - al contempo - attendere imprevedibili accadimenti … Diffondono prevalentemente serenità ed armonia, nonostante - di tanto in tanto - lascino traspirare qualche lieve timore .
Oltre alle case, anche la Luna ed i gatti si rivelano temi cari all'autore - icone che riportano al mistero alla magia dell'oscurità, ad alcune tipiche seduzioni surrealiste.
L'artista nato nel 1958 in provincia di Rovigo, si è avvicinato al disegno e alla pittura, con grande entusiasmo, da autodidatta. Nel corso degli anni ha tenuto diverse personali e partecipato a svariate collettive di rilievo.

Sonia Gallesio

 

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